p 127 .

Paragrafo  1  .  Le  origini:  il  progressivo  deterioramento   delle

relazioni internazionali.

     
Per comprendere le origini della seconda guerra mondiale,  necessario
ricordare le varie vicende che portarono al progressivo deterioramento
delle  relazioni internazionali. Queste apparvero compromesse sin  dai
primi anni del dopoguerra, a causa dell'insoddisfazione di molti paesi
sia vinti che vincitori per quanto stabilito dai trattati di pace, che
le  maggiori potenze vincitrici avevano voluto rispondenti soprattutto
ai  propri  interessi politici ed economici. L'Italia  vide  frustrate
ambizioni  e rivendicazioni; la Germania dovette accettare  condizioni
economicamente pesantissime e politicamente umilianti; l'Austria venne
costretta   entro  confini  notevolmente  ridimensionati;   l'Ungheria
dovette  cedere  quasi tre quarti del suo territorio  e  pagare  assai
gravose   riparazioni  di  guerra.  L'assetto  geopolitico   dell'area
balcanico-danubiana  continu  ad essere  causa  di  accesi  contrasti
etnico-politici. Tutto ci aveva contribuito ad aggravare la  tensione
politico-sociale  all'interno  di  vari  paesi,  generando  condizioni
favorevoli  alla  instaurazione di regimi autoritari  e  dittatoriali,
fautori  di una politica estera aggressiva, che accentu ulteriormente
la  precariet  degli equilibri internazionali. Nel corso  degli  anni
Venti,  comunque,  la situazione parve rimanere sotto  controllo:  non
mancarono conflitti locali,

p 128 .

specialmente  nell'Europa orientale e balcanica, ma le divisioni  e  i
contrasti   si  manifestarono  soprattutto  attraverso  richieste   di
revisione   dei  trattati  e  rivendicazioni  territoriali,   cui   si
accompagn la formazione di un complesso intreccio diplomatico.  Nella
seconda  met  del  decennio  anzi,  in  coincidenza  con  la  ripresa
economica  mondiale,  alcune intransigenze si  attenuarono  e  vennero
prese  iniziative a favore della distensione, tra cui il  trattato  di
Locarno  del  1925 (vedi capitolo Tre, paragrafo 4), il patto  Briand-
Kellogg  del  1928 e il varo del piano Young del 1930  (vedi  capitolo
Tre, paragrafo 6).
     Nel  corso  della  prima  met degli anni  Trenta  gli  equilibri
internazionali    cominciarono   pericolosamente    ad    infrangersi.
Determinante  fu  la  crisi  del  1929,  che,  spezzati  i  legami  di
collaborazione e scambio commerciale a livello internazionale,  favor
l'avvento  di  numerosi regimi dittatoriali, spingendoli ad  acquisire
nuovi  sbocchi  e  nuovi  mercati  tramite  una  politica  estera  pi
aggressiva.  Inizi  il  Giappone  nel  1931  con  l'invasione   della
Manciuria  (vedi capitolo Nove, paragrafo 3), seguito nel  1933  dalla
Germania,  che assunse iniziative (abbandono della conferenza  per  il
disarmo  e  ritiro  dalla Societ delle nazioni, 1933;  patto  di  non
aggressione   con   la  Polonia  e  primo  tentativo   di   annessione
dell'Austria,  1934;  avvio  del riarmo e riacquisizione  della  Saar,
1935)  momentaneamente  finalizzate  alla  riconquista  dei  territori
perduti,  al  riarmo  e  alla rottura dell'isolamento.  Nel  frattempo
l'ascesa   del   nazismo   spinse   l'Unione   Sovietica   ad   uscire
dall'isolamento (ingresso nella Societ delle nazioni, 1934;  trattati
di mutua assistenza con Francia, Cecoslovacchia e Romania, 1934-1935).
Nel 1935 l'Italia aggred l'Etiopia.
     Dal  1936  al  1939 l'assetto geopolitico stabilito dai  trattati
venne  definitivamente  spezzato e le relazioni internazionali  furono
irrimediabilmente  compromesse dall'avvio dell'espansionismo  nazista,
finalizzato  alla conquista dello "spazio vitale" per il  terzo  Reich
(occupazione  della  Renania,  1936;  annessione  dell'Austria,  1938;
occupazione    dei    Sudeti,   1938).   Ci   fu    reso    possibile
dall'arrendevolezza  dell'Inghilterra e della Francia  (vedi  capitolo
Sette,    paragrafo   11),   che   determin   anche   l'accentuazione
dell'isolamento  dell'Unione Sovietica. Gli  equilibri  internazionali
risultarono  pertanto caratterizzati da una specie di  polarizzazione:
da  un  parte lo schieramento compatto dei regimi fascisti, accomunati
da  analoghi  disegni di politica interna e da obiettivi  di  politica
estera che apparivano convergenti (significativo fu l'aiuto che Italia
e  Germania  offrirono  ai fascisti spagnoli); dall'altra  un  insieme
disaggregato  di  stati, che non solo non ostacolavano l'espansionismo
dei  primi, ma in alcuni casi lo consideravano addiritttura utile  per
il   soddisfacimento  dei  propri  interessi  economici  e   politici.
Inghilterra   e  Francia,  infatti,  condizionate  dalla   paura   del
bolscevismo,  non  compresero  che  la  Germania  nazista  non  mirava
soltanto   all'allargamento  del  proprio  territorio,  ma   anche   e
soprattutto all'imposizione di un "nuovo ordine", fondato sul  dominio
della "razza ariana".
     Tra   marzo   e   settembre  del  1939   la   Germania   acceler
ulteriormente   l'espansione   ad  est,   procedendo   al   definitivo
smembramento   della  Cecoslovacchia,  rivendicando  l'annessione   di
Danzica e il collegamento extraterritoriale con la Prussia orientale e
occupando  la  citt  lituana  di Memel.  In  aprile  l'Italia  occup
l'Albania.  Nel  frattempo, in Estremo Oriente, le  truppe  giapponesi
attaccarono la Mongolia, dando inizio ad una guerra non dichiarata tra
Giappone  ed  Unione  Sovietica.  Contemporaneamente  lo  schieramento
nazifascista   si  consolidava  attraverso  l'adesione  della   Spagna
franchista al "patto
     
     p 129 .
     
     antikomintern" e con la sottoscrizione del "patto d'acciaio"  tra
Italia e Germania.
     A  questo  punto Francia e Inghilterra abbandonarono la  politica
dell'arrendevolezza, e si schierarono, con la sottoscrizione di  patti
militari,  dalla parte degli stati maggiormente offesi dall'espansione
nazi-fascista.  Questa presa di posizione non fu per accompagnata  da
un'effettiva disponibilit a formare un fronte antifascista compatto e
deciso. Permaneva infatti una certa tendenza alla conciliazione (pochi
giorni  prima della guerra l'Inghilterra propose ad Hitler  trattative
dirette  con la Polonia), ma soprattutto era ancora viva la diffidenza
verso  l'Unione Sovietica. Nel corso dell'estate del 1939, Inghilterra
e  Francia accettarono la proposta sovietica di un patto di assistenza
reciproca, ma le trattative vennero poi condotte con tale lentezza che
finirono  per  arenarsi.  Determinante  fu  la  questione  del  libero
transito per le truppe sovietiche nel territorio polacco, al quale  la
Polonia si oppose.
     L'Unione  Sovietica pertanto continu a trovarsi isolata,  mentre
alle  frontiere occidentali incombeva la minaccia nazista e  a  quelle
orientali  era  in  atto la guerra con il Giappone. Nel  frattempo  la
diplomazia  tedesca, capeggiata dal ministro degli esteri Joachim  von
Ribbentrop,  cercava  di  raggiungere  un  accordo  con   l'URSS   che
consentisse  alla  Germania di avere le spalle coperte  ad  oriente  e
accelerare quindi i tempi dell'aggressione alla Polonia. L'insieme  di
tali circostanze port alla sottoscrizione, il 23 agosto del 1939,  di
un  patto di non aggressione tedesco-sovietico. Stalin ritenne di aver
cos  scongiurato il pericolo di un'invasione nazista  e  allo  stesso
tempo   vedeva   soddisfatta   la   sua   politica   estera,   rivolta
all'espansione territoriale e alla realizzazione di zone di  influenza
a  garanzia  della  sicurezza esterna. L'accordo  comprendeva  infatti
alcuni  protocolli  segreti,  in base ai  quali  era  riconosciuta  la
legittimit delle rivendicazioni tedesche sulla Polonia occidentale  e
sulla  Lituania  e la legittimit delle rivendicazioni  sovietiche  su
Polonia  orientale,  Finlandia, Estonia,  Lettonia  e  Bessarabia.  In
sostanza ci significava il reciproco consenso alla conquista militare
di tali zone.
     Il  1  settembre  del  1939, sicuro della neutralit  sovietica,
confidando  che  le  potenze  occidentali, disorientate  e  intimidite
dall'inatteso  patto Molotov-Ribbentrop (dal nome dei  ministri  degli
esteri dei due paesi firmatari), avrebbero accettato ancora una  volta
il  fatto compiuto, Hitler ordin alle truppe gi pronte dal  mese  di
aprile  di  attaccare  la  Polonia. Iniziava cos  la  seconda  guerra
mondiale.
